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	<title>Claudia Scarsella - Artist and Designer</title>
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		<title>Ricicli d&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 15:59:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Cicogna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecologia, risparmio energetico, sviluppo sostenibile sono termini entrati a far parte del vocabolario quotidiano e che ormai sentiamo quasi ogni giorno. Ben venga la raccolta differenziata e le tante piccole accortezze che devono entrare nella serie di abitudini giornaliere, ma cosa c&#8217;è di più bello se la moda e l&#8217;arte riescono a partecipare a questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecologia, risparmio energetico, sviluppo sostenibile sono termini entrati a far parte del vocabolario quotidiano e che ormai sentiamo quasi ogni giorno. Ben venga la raccolta differenziata e le tante piccole accortezze che devono entrare nella serie di abitudini giornaliere, ma cosa c&#8217;è di più bello se la moda e l&#8217;arte riescono a partecipare a questo mood?</p>
<p>Kirsten Hassenfeld è un&#8217;artista americana che lavora la carta da regalo: piegandola e modellandola ne realizza sculture dalle forme più disparate. La serie &#8220;Stars&#8221;, ispirata alle stelle appunto, è stata pensata per un&#8217;installazione sospesa, le sculture recano al loro interno una luce che rende la carta con la quale sono realizzate semi trasparente, e conferisce loro un aspetto evanescente e fragile.</p>
<p>Kirsten reperisce i materiali nei negozi di seconda mano o addirittura per strada: vivere in una zona caratterizzata dai banchi di pegno ha sicuramente influenzato la sua visione sul possesso e sulla proprietà. I suoi &#8220;Pixie Mix&#8221; sono degli assemblage di svariati oggetti, colapasta, costruzioni giocattolo, bicchieri scompagnati, che una volta uniti danno vita a elementi in sospensione che ricordano i lampadari arabi.</p>
<p>In Italia invece lavora Ilaria Anselmi, che realizza accessori e gioielli: lascia la sua fantasia a briglia sciolta in presenza di resine acriliche e paste polimeriche piuttosto che al cospetto di pagine di fumetti e PET. La scelta delle tematiche e dei soggetti è accurata tanto quanto quella dei colori e dei materiali utilizzati; la manifattura precisa e meticolosa dà vita a dei prodotti sempre nuovi e ricercati che, strizzando l&#8217;occhio al panorama pop, fanno riflettere su quanto sia innovativo e intelligente l&#8217;utilizzo di materiali riutilizzati. Stile ed ecologia, un binomio perfetto che ha fatto di Ilaria Anselmi un esempio della fantasia e del design autoprodotto.</p>
<p>Cosa c&#8217;è quindi di più attuale del riciclo? L&#8217;arte del riciclo!</p>
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		<title>Atelier GX-2 Parigi</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 12:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla VdR</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ispirazione viaggia ed ecco un tessuto stampato con motivi a caleidoscopio, by Atelier GX-2 Parigi.</p>
<p>Sembrano muoversi, scomparire e ricomparire come nei giochi di vedo non vedo e ora vedo dell&#8217;altro, dei collage di Claudia.</p>
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		<title>Ritratti &#8211; Gianni Versace Pop</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 15:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Raccontare Gianni Versace è come raccontare la mia adolescenza. La prima volta che la mamma mi ha comprato qualcosa in un negozio “da grande” è stato in un negozio Versace. Un paio di jeans che sono diventati storia della moda, quelli con la stampa di Betty Boop. Per me è stato quello il momento in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raccontare Gianni Versace è come raccontare la mia adolescenza. La prima volta che la mamma mi ha comprato qualcosa in un negozio “da grande” è stato in un negozio Versace. Un paio di jeans che sono diventati storia della moda, quelli con la stampa di Betty Boop. Per me è stato quello il momento in cui sono diventata “signorina”.</p>
<p>Da quel momento in poi non è mai mancato nella mia vita un qualche elemento Versace. Ha dato inizio a un forte cambiamento del mio stile, del mio aspetto e ha accompagnato la crescita della mia personalità.</p>
<p>A tredici anni ero completamente affascinata da un total look Versace di pelle nera. E se per altri della mia generazione il capo passepartout sono stati i jeans, per me è diventato fondamentale indossare sempre pantaloni neri di pelle.</p>
<p>Vorrei riuscire a raccontare quanto sia stato significativo il ruolo di quei vestiti nella mia vita. Il ruolo simbolico, per me magico, che hanno ricoperto.</p>
<p>Il fatto è che Versace mi ricorda molto la mia mamma. Perché abbiamo cominciato presto a rubarci i vestiti dagli armadi e abbiamo trovato, grazie a quelle incursioni, una nostra complicità. E io, sentendomi complice della mia mamma, ho cominciato a non sentirmi più bambina.</p>
<p>Mi sento legata a quel grande artista perché mi ha accompagnato a esplorare e maturare il mio immaginario estetico e a disegnare i primi tratti del mio mondo artistico.</p>
<p>Per me fu folgorante quando le sue campagne cominciarono a essere fotografate da Richard Avedon: costrinsi i miei genitori a portarmi a Milano a vedere in mostra l’anteprima del calendario Pirelli del 1995. Le modelle fotografate da Avedon, che Versace aveva già reso delle star, furono le modelle ideali dei miei primi corsi di pittura e di disegno in bianco e nero.</p>
<p>L’amore per il bianco e nero non mi ha mai lasciato. L’uso quasi optical che Gianni Versace ne faceva, ancora influenza i miei lavori.</p>
<p>Ho amato con anima piena questo artista che riusciva con la stessa freschezza a disegnare capi scultura, ma anche abiti per danzatori. I suoi costumi per le coreografie di Béjart, così liberi e futuri, colpiscono ancora me e il mio corpo di ballerina. Restano una fonte d’ispirazione che non finirà mai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Gianni Versace Pop” è un’opera della serie Ritratti.</p>
<p>Io intendo il ritratto come racconto dei tratti simbolici, emozionali, fondamentali della persona, e non come riproduzione delle sue sembianze fisiche. In ogni “Racconto” emerge la mia emotività, e metto in trama, in collage, proprio i miei sentimenti legati alla persona che ritraggo.</p>
<p>Assemblo strati di materiali eterogenei, cucio dettagli in un tutt’uno vitale ed emozionante, evocazione dell’anima stessa della persona ritratta.</p>
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		<title>Ritratti &#8211; Crossed Dolce &amp; Gabbana</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 13:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono alcune caratteristiche dell’arte di Dolce &#38; Gabbana che ritengo incredibilmente affascinanti, intelligenti, fondamentali. Per quanto io cerchi di aprire alla sensibilità del mondo il mio lavoro, difendo con molta forza la mia italianità. Penso sia così prezioso il contributo simbolico, il segno identitario che Dolce &#38; Gabbana danno alla sicilianità, da renderli insostituibili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono alcune caratteristiche dell’arte di Dolce &amp; Gabbana che ritengo incredibilmente affascinanti, intelligenti, fondamentali.</p>
<p>Per quanto io cerchi di aprire alla sensibilità del mondo il mio lavoro, difendo con molta forza la mia italianità. Penso sia così prezioso il contributo simbolico, il segno identitario che Dolce &amp; Gabbana danno alla sicilianità, da renderli insostituibili nel regno della moda fatta in Italia. Della Sicilia, meravigliosa e maltrattata, hanno fatto simbolo di desiderio. Non solo non si sono allontanati dalle loro origini, ma le hanno rese sublimi.</p>
<p>In questo ritratto ho voluto rendere omaggio a una recente splendida collezione che aveva tra i temi dominanti il punto croce: ho avuto la fortuna di poter assistere alla sfilata, che meraviglia!</p>
<p>I soggetti che hanno utilizzato sono estremamente tradizionali, come le nature morte di per sè, ma è interessante l’uso che ne viene fatto, per inserti, scarpe, accessori.</p>
<p>Del loro stile ho sempre amato soprattutto l’uso del pizzo: serve così tanta abilità perché non sembri vecchio o volgare. Per me, che esteticamente sono un po’ figlia di Madonna degli anni ’80 e un po’ vittoriana, Dolce &amp; Gabbana reinventano ogni volta il pizzo da maestri. Per questo nel mio collage il pizzo ha un ruolo così intenso. Ho usato un velo di pizzo vero perché alimenta il gioco di trasparenze creato dalla carta, lo sguardo e la materia in questo modo possono dialogare con emozione, con trasporto.</p>
<p>Ecco, mi piace come Dolce &amp; Gabbana giocano con la sensualità e l’intimità, mi piace che usino l’intimo come capo d’abbigliamento. In questo senso sento la mia ricerca vicina a quella di questi due artisti. Mi fanno pensare all’abito scultura che ho esposto anni fa al Victoria and Albert Museum di Londra: il tema dell’opera era “Victorian Underwear”.</p>
<p>Sento che proviamo emozioni vicine percorrendo la lunga storia dello sguardo in profondità nelle acque divertenti del pudore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Crossed Dolce e Gabbana” è un’opera della serie <a href="http://www.claudiascarsella.it/2011/11/14/portrait/">Ritratti</a>.</p>
<p>Io intendo il ritratto come racconto dei tratti simbolici, emozionali, fondamentali della persona, e non come riproduzione delle sue sembianze fisiche. In ogni “Racconto” emerge la mia emotività, e metto in trama, in collage, proprio i miei sentimenti legati alla persona che ritraggo.</p>
<p>Assemblo strati di materiali eterogenei, cucio dettagli in un tutt’uno vitale ed emozionante, evocazione dell’anima stessa della persona ritratta.</p>
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		<title>I pattern di Michael Bise</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 15:54:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla VdR</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ragionando su un certo gusto per la decorazione e la ripetizione ossessiva degli elementi, vorrei segnalare l&#8217;artista americano Michael Bise. In alcuni suoi quadri i pattern di tessuti e le carte da parati prendono il sopravvento rubando la scena alle figure umane che sono rappresentate nella composizione. Un salto visivo tra singolo elemento e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ragionando su un certo gusto per la decorazione e la ripetizione ossessiva degli elementi, vorrei segnalare l&#8217;artista americano Michael Bise.</p>
<p>In alcuni suoi quadri i pattern di tessuti e le carte da parati prendono il sopravvento rubando la scena alle figure umane che sono rappresentate nella composizione.</p>
<p>Un salto visivo tra singolo elemento e il tutto che trovo anche nel lavoro di Claudia. Il bianco e nero non fa altro che esasperare l&#8217;effetto dei pattern.</p>
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		<title>Fremont Street pattern – Las Vegas</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 12:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La “Fremont Street Experience” è un&#8217;esperienza unica! Si trova nella downtown di Las Vegas, la parte più antica della città, che risale a circa a un secolo fa: per gli Stati Uniti è davvero tanto tempo! Non rimane nulla di originale, se non il sapore retrò delle miriadi di insegne al neon, tutte concentrate in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La “Fremont Street Experience” è un&#8217;esperienza unica!</p>
<p>Si trova nella downtown di Las Vegas, la parte più antica della città, che risale a circa a un secolo fa: per gli Stati Uniti è davvero tanto tempo!</p>
<p>Non rimane nulla di originale, se non il sapore retrò delle miriadi di insegne al neon, tutte concentrate in un’unica strada, completamente coperta da uno schermo-volta che dicono sia il più grande al mondo.</p>
<p>Di giorno è un deserto, ma puntuale al tramonto si accende e si anima di migliaia di visitatori, artisti di strada e tanta musica.</p>
<p>Lo schermo è lungo circa mezzo chilometro, a tratti crea dei pattern giganti in movimento che mi hanno ipnotizzata.</p>
<p>Ho sognato di vedere un mio pattern in versione animata coprire una superficie tanto grande e speciale!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I pattern di Las Vegas</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 13:37:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Las Vegas, la città delle luci, del gioco d’azzardo, dell’eccesso. Del grande, immenso, e vuoto, della varietà di qualsiasi cosa. Ho una parte della mia famiglia che vive lì: incredibile ma vero ci sono famiglie e persone comuni che vivono in quella follia costante. La verità è che vivono appena fuori dalla città e tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Las Vegas, la città delle luci, del gioco d’azzardo, dell’eccesso. Del grande, immenso, e vuoto, della varietà di qualsiasi cosa.</p>
<p>Ho una parte della mia famiglia che vive lì: incredibile ma vero ci sono famiglie e persone comuni che vivono in quella follia costante. La verità è che vivono appena fuori dalla città e tutti per lavoro gravitano su Vegas per poi scappare appena possibile.</p>
<p>Durante questo mio secondo viaggio lì ho avuto di nuovo la possibilità di avere un’esperienza molto al di là della superficie di luci: per esempio ho voluto vedere un supermercato a Henderson, una cittadina poco lontano (a Las Vegas praticamente non esistono!), dove le famiglie vanno a fare la spesa.</p>
<p>Spiazzante la varietà di prodotti comuni mai visti non solo in Italia, ma posso dire neanche Europa. La ripetizione di questi prodotti crea dei <strong>pattern</strong> nuovi, per me.</p>
<p>Dall’alto poi le case dove realmente la gente vive, quelle case che sono abituata a vedere nei film e cartoni animati, sono spaventose: non esiste neanche il concetto di pedone, di strada, di piazza e quindi di incontro tra due essere umani a piedi. Tutto è costruito a misura d’auto, tutto è uguale e squadrato, piatto molto più del deserto che circonda la frenesia di questa città-non città.</p>
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		<title>Arte Accessibile 2013: il mio lavoro in fiera a Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 10:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Andrea Carlo Alpini]]></category>
		<category><![CDATA[Arte Accessibile 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Buzzi]]></category>
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		<category><![CDATA[Marco Mendeni]]></category>
		<category><![CDATA[Moshen Taasha]]></category>
		<category><![CDATA[Theca Gallery]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo venerdì inizia (ed è aperta fino a domenica) Arte Accessibile, le mie opere saranno in mostra nello stand della mia galleria di Lugano: Theca Gallery. Il progetto curatoriale è molto interessante, di seguito l&#8217;introduzione del direttore della galleria e curatore del progetto: Andrea Carlo Alpini. Io sarò presente spesso, spero di vedervi curiosi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo venerdì inizia (ed è aperta fino a domenica) Arte Accessibile, le mie opere saranno in mostra nello stand della mia galleria di Lugano: Theca Gallery.</p>
<p>Il progetto curatoriale è molto interessante, di seguito l&#8217;introduzione del direttore della galleria e curatore del progetto: Andrea Carlo Alpini.</p>
<p>Io sarò presente spesso, spero di vedervi curiosi e numerosi!</p>
<p>Info:</p>
<p>12 &#8211; 13 &#8211; 14 aprile</p>
<p>Spazio Eventiquattro &#8211; Via Monterosa, 91 &#8211; Milano</p>
<p>Orari:</p>
<p>12 aprile dalle 19 alle 24 (inaugurazione)</p>
<p>13 aprile dalle 10 alle 22</p>
<p>14 aprile dalle 10 alle 20</p>
<p>Ingresso gratuito</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A CONTRIBUTION TO ANONYMOUS HISTORY</p>
<p>Un contributo alla storia anonima | Andrea Carlo Alpini</p>
<p>Il progetto espositivo presentato da Theca Gallery riflette sull&#8217;idea di frammento nell&#8217;arte contemporanea. Oggi pare non sia possibile definire una linea di continuità tra le diverse declinazioni artistiche. Il collezionismo resta l&#8217;unica direttrice costruttiva all&#8217;interno della storia anonima. Federico De Leonardis chiude all&#8217;interno dello spazio espositivo della Galleria i frammenti di Game Art di Marco Mendeni, le affissioni pubbliche/urbane di Carlo Buzzi, i collage di Claudia Scarsella e le opere provenienti da dOCUMENTA13 dell&#8217;artista afghano Moshen Taasha. “La storia è uno specchio magico: chi vi guarda dentro, vi scorge la propria immagine in forma di avvenimenti e di sviluppi. Essa non si arresta mai. È in continuo movimento, come le generazioni che la osservano. Non è mai possibile coglierla nel suo complesso. Si rivelano a noi soltanto frammenti in rapporto al punto di vista del momento. […] La storia anonima è molto stratificata”. (S. Gideon)</p>
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		<title>Fuorisalone: JUICE!</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 20:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[8 &#8211; 14 Aprile, fiore del Fuorisalone dalle 11 del mattino alle 9 di sera, a Milano appare JUICE: &#8220;a fresh selection of galleries, editors and designers that shows the real juice of design: feed your brain with a paste of design&#8221;. Questo spazio di varie incredibili energie conterrà anche un negozio, che proporrà in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>8 &#8211; 14 Aprile, fiore del Fuorisalone dalle 11 del mattino alle 9 di sera, a Milano appare JUICE: &#8220;a fresh selection of galleries, editors and designers that shows the real juice of design: feed your brain with a paste of design&#8221;.</p>
<p>Questo spazio di varie incredibili energie conterrà anche un negozio, che proporrà in visione e vendita le mie opere Soft Art.</p>
<p>Artefici di questo spazio Michela Pelizzari, Fedrica Sala e Cristina Morozzi, con le parole della quale vi lascio, sperando di vedervi presto tutti. A presto!</p>
<p>&#8220;Uno spazio ex industriale, location e galleria d’arte, con un gran cortile, in zona Porta Venezia, nella quartiere liberty di Milano, ancora da scoprire.</p>
<p>E idea di mettere assieme una ristretta selezione di esperienze creative, legate dal filo rosso della sperimentazione di nuovi linguaggi: le gallerie di design artistico, i nuovi produttori industriali, i designer auto produttori, gli artisti/artigiani, nella convinzione che la linfa della contemporaneità sia un pensare altrimenti che si esplica nelle forme della narrazione e della poesia, adatte a cogliere la nostra realtà multipla e mutante.</p>
<p>Un pensare altrimenti agile, in grado di esprimersi nelle forme più svariate che convivono in questo scorcio di secolo, privo di certezze, inafferrabile alla ragion pura, da gustare con il sentimento.</p>
<p>Il grande e il piccolo, lo sperimentale e l’industriale assieme per documentare la discontinuità che pare essere la tonalità della nostra epoca spaesata, che trova il suo succo vitale nelle esperienze personali, vissute con passione e autenticità e che si esprime in tante lingue diverse comprensibili a pelle, con i cinque sensi&#8221;.</p>
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		<title>Borse d&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Mar 2013 17:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Cicogna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Chicca]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Ghelfi]]></category>
		<category><![CDATA[Momaboma]]></category>
		<category><![CDATA[MomabomArt]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Mora]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa succede quando la moda e l’arte si uniscono? Se si tratta di fattori validi e di qualità il prodotto non potrà che essere eccezionale. È questo il caso della linea creata da Momaboma, originale marchio italiano che realizza borse sviluppando idee sempre nuove e fantasiose: dalle più conosciute create con giornali e riviste d’epoca, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa succede quando la moda e l’arte si uniscono? Se si tratta di fattori validi e di qualità il prodotto non potrà che essere eccezionale. È questo il caso della linea creata da Momaboma, originale marchio italiano che realizza borse sviluppando idee sempre nuove e fantasiose: dalle più conosciute create con giornali e riviste d’epoca, fino a quelle di ultima generazione personalizzabili con le proprie foto e messaggi.</p>
<p>Momaboma ci ha voluto stupire con un’idea a mio avviso davvero vincente: collaborare con illustratori e artisti per creare un prodotto unico e raffinato, divertente e di qualità. Cristina Ghelfi, alias Chicca, è stata la prima artista a dare il via a questa nuova collezione; è disegnatrice, illustratrice e ideatrice delle “Sexy Dolls” (pupazzine dall’espressione angelica con corpi da pin-up che si avvicendano in pratiche licenziose). Colori accesi e tratti pop la fanno da padrone in questa serie di lavori stampati sulla pelle di bauletti, bustine e shoppers.</p>
<p>Sergio Mora, artista che vive fra Messico e America, è il secondo protagonista di MomabomArt. I suoi tratti pop-surrealisti tingono allegramente la nuova collezione. Le tematiche sono quelle della tradizione messicana con rapidi excursus nella cultura di massa americana, Frida Khalo e combattimenti fra galli si incontrano con E.T. e il Capitan Spok. Lavori dissacranti e fantastici che proiettano immediatamente in un universo parallelo degno di Lewis Carroll.</p>
<p>Accontentare fashion victim e appassionati d’arte al tempo stesso? Grazie a MomabomArt adesso è possibile, e spero davvero che sia uno dei primi esempi per una nuova cultura di art-fashion</p>
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